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Io sono tempesta

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Dimenticatevi Berlusconi, Ricucci, Briatore. Numa Tempesta è “un Don Giovanni che non si pente mai”; così definisce Daniele Luchetti il protagonista del suo nuovo film affidato alla bravura di Marco Giallini. “Io sono Tempesta”nasce dalla curiosità della cronaca ma poi è diventato altro. Luchetti racconta: “Cercando idee per un nuovo film ci siamo imbattuti con la sceneggiatrice Giulia Calenda nella storia di Berlusconi condannato ai servizi sociali e in un primo momento abbiamo pensato di farne una commedia pura; poi però dopo aver incontrato i responsabili dello spazio dove ha scontato la sua pena ci siamo chiesti quanto sarebbe stato interessante quel racconto. Ci sembrava tutto troppo prevedibile e già raccontato sui giornali. A quel punto abbiamo scelto di raccontare un personaggio più largo, che ne raccontasse altri; un gran figlio di puttana che come tutti i figli di puttana è molto simpatico”.

Numa Tempesta è un uomo che non dorme mai, è senza fissa dimora perché vive nei grandi alberghi che acquista e abita nell'attesa di rivenderli. È profondamente solo, organizza cene eleganti affollatissime ma per riuscire a parlare ingaggia escort che studiano psicologia, le tre Radiose che si alternano nei giorni pari e dispari. Appena “gli si libera uno slot” vola con il suo aereo privato nei vari luoghi del mondo dove mette in piedi cordate per realizzare mega progetti immobiliari: quello a cui sta lavorando al momento è un resort nel mezzo del nulla in Kazakistan. Ma di ritorno da uno di quei viaggi lampo scopre che a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale sarà costretto a condividere le sue giornate con una varia umanità, fatta di migranti, clochard, disoccupati, in una parola i poveri.

Luchetti dice: “Siamo andati alla ricerca di un tono diverso per parlare di borgata, abbiamo cercato uno sguardo paritario non per dimostrare qualcosa ma per divertirsi, non volevamo che il ricco buono a contatto con il povero diventasse buono, ma piuttosto il contrario. Volevo fare un'opera buffa lontana dal realismo che certo si muove dall'osservazione dei centri di accoglienza dove siamo stati e abbiamo preso ispirazione ma poi l'idea era fare un film sul nostro paese in questo momento, un paese che è passato da essere molto ideologizzato a non esserlo affatto, dalla lotta di classe al “mi piace” su Facebook. Persone come Bruno, il personaggio di Elio Germano, sono convinte di non avere problemi e di essere uguali a Numa Tempesta, semplicemente non hanno avuto le stesse possibilità”.

Accanto a Giallini e Germano, e a Eleonora Danco nel ruolo della responsabile del centro ugualmente sopra le righe nel suo fanatismo religioso e nel suo accanimento a restare nelle regole, una serie di attori non professionisti, molti dei quali scovati dal regista proprio nei centri di accoglienza che hanno visitato. “Quando si lavora con attori non professionisti la difficoltà non è per loro ma per gli attori professionisti; era già capitato con Elio Germano e i bambini di “La nostra vita”, in quel caso era Elio che doveva abbassarsi o meglio alzarsi a livello dei ragazzini. È una questione di credibilità, abbiamo lavorato molto sull'improvvisazione anche perché abbiamo avuto la fortuna di incontrare dei non attori naturalmente comici, che facevano ridere non loro malgrado ma proprio per il desiderio di essere buffi”.

E se Giallini dice che non si è “ispirato a nessun personaggio reale e tanto meno a Sordi che ho incontrato una volta nella vita ma figurati se ti metti a imitare Sordi”, Luchetti chiarisce se ce ne fosse ancora bisogno che “con gli sceneggiatori Calenda e Sandro Petraglia siamo partiti dai personaggi reali, ma poi abbiamo creato qualcosa che vive di vita propria e che ci parla un po' di noi tutti. Perché tutti noi siamo Tempesta, o almeno per quello che mi riguarda io sono piuttosto pronto a vendermi”.

Scheda film: Io sono tempesta

  • Nazione: Italia
  • Anno: 2018
  • Genere: Commedia
  • Durata: 101'
  • Regia: Daniele Luchetti
  • Cast: Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi.