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Soldado

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Sempre meno redditizio, il traffico di droga viene convertito dai cartelli in traffico di essere umani. Lungo il confine messicano e in mezzo ai clandestini si insinuano terroristi islamici che minacciano la sicurezza degli Stati Uniti. Un attentato-suicida in un supermercato texano provoca una reazione forte del governo americano che incarica l'agente Matt Graver di seminare illegalmente il caos ristabilendo una parvenza di giustizia. Graver fa appello ancora una volta ad Alejandro, battitore libero guidato da una vendetta che incontra vantaggiosamente le ragioni di Stato. Alejandro, che se ne infischia della legalità, rapisce la figlia di un potente barone della droga prima di diventare oggetto di una partita di caccia orchestrata dalla polizia messicana corrotta e da differenti gruppi criminali desiderosi di mettere le mani sulla ragazza. Diventata un rischio potenziale, bisogna liberarsene. Ma davanti a una scelta infame, Alejandro rimette in discussione tutto quello per cui si batte e tutto quello che lo consuma da anni.

Tre anni dopo, congedato il personaggio di Emily Blunt e sostituita la distanza critica con la rappresentazione frontale di quella violenza, “Soldado” di Stefano Sollima prosegue il viaggio creando una continuità geografica con l'episodio precedente. Se “Sicario” si svolgeva essenzialmente in Arizona, “Soldado” si muove sul versante messicano della frontiera che incrocia le traiettorie fisiche e l'arco narrativo dei personaggi. Un nuovo western agito tra Nord e Sud: Matt Graver (Josh Brolin) penetra le linee di demarcazione col Messico come un proiettile micidiale, Miguel Hernandez (Elijah Rodriguez) conduce migranti clandestini oltre la frontiera messicana. In mezzo, in questo incessante andirivieni geografico, tra la balcanizzazione dell'ordine interno e la perturbazione di tutti i valori da parte di coloro che pretendono di rappresentarli, Alejandro (Benicio Del Toro) percorre strade segrete, passaggi intimi (s)cambiando la divisa da killer con l'abito del paladino. Tutto in “Soldado” riposa sul movimento, un movimento che descrive una linea dritta, geometrica, quasi astratta, fatta di coreografie balistiche: imboscate sulle strade deserte del Messico, combattimenti a fuoco, esecuzioni sommarie. Il mondo che descrive il film è di una vaghezza permanente, uno spazio fluido dove il traffico di stupefacenti degenera in tratta umana e la politica estera americana verso il regolamento di conti. In senso ostinato e contrario procede il protagonista, che non tira più su ogni cosa che si muove per vendetta personale ma è al servizio dell'FBI prima e di un'adolescente impaurita dopo e nel tempo di un singolare tragitto iniziatico. Al surplus di violenza e di brutalità estrema, Sollima affianca un racconto dove l'umano e il compassionevole riprendono progressivamente il loro posto. Diversamente, “Sicario” faceva dei suoi pistoleri dei monoliti di cui finiva presto per disinteressarsi. Il transfert di Alejandro con la figlia del padrino, traumatizzata come la sua dalla violenza di una guerra motivata unicamente dalla propria perpetuazione, lo sguardo umido di Matt davanti agli occhi spenti della fanciullezza, aggiungono il cuore alla narrazione mantenendosi a distanza di sicurezza dal cuore. Brolin e Del Toro formano (e rinsaldano) un duo letale, un'alleanza di interessi divergenti ma uniti da un desiderio di caos inestinguibile. 

A suo agio con un universo di figure maschili virili e predatori che evolvono oltre la legge, Sollima disegna la mappa di una criminalità sotterranea e onnipotente che è dappertutto e da nessuna parte. Un avversario potente, insaziabile, elusivo. Da questa parte della frontiera interroga invece la propensione degli Stati Uniti (ma non solo) a sfruttare le proprie tragedie per attaccare il nemico di turno. La sceneggiatura, sempre di Taylor Sheridan, lavora ancora sulla permeabilità delle forze dell'ordine (e del disordine), in presa diretta con l'attualità geopolitica (lo jihadismo e le politiche occidentali di lotta contro il terrorismo). Benicio Del Toro riprende servizio alla frontiera e i panni di un mercenario ambiguo o forse la divisa di un soldato laconico o ancora la disposizione del torturatore persuasivo. Attore volontariamente inaudibile, la sua dizione è monotona e distaccata come venisse dall'oltretomba, Del Toro dona ancora una volta la vita a un personaggio pensando al suo cadavere. Gli occhi pesti e lo sguardo instabile inchiodano il pubblico e lo rimandano al prossimo episodio. Sullo sfondo della miseria dei migranti messicani e sul primo piano della gioventù messicana reclutata, “Soldado” chiude lasciandoci più affamati che sazi.

Scheda film: Soldado

  • Nazione: USA
  • Anno: 2018
  • Genere: Thriller
  • Durata: 123'
  • Regia: Stefano Sollima
  • Cast: Benicio Del Toro, Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey Donovan, Catherine Keener