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Il ritorno di Mary Poppins

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Emily Blunt è molto chiara: “L'attualità di Mary Poppins è da individuare nella fragilità del nostro tempo, delle incertezze che sentiamo intorno: è ancora una figura taumaturgica, che lenisce i dolori e unifica”. Emily, 54 anni dopo l'amatissimo originale con Julie Andrews e Dick Van Dyke, si cala nuovamente nei panni della tata cinematografica più famosa al mondo in “Il ritorno di Mary Poppins”. Nel film, anche questo pieno di canzoni e coreografie, diretto dal regista Rob Marshall e scritto da David Magee, Lin Manuel Miranda è Jack, la nuova spalla di Mary Poppins apprendista dello spazzacamino Bert (Van Dyke appare in un cameo accennando perfino dei passi di tip tap), e Meryl Streep recita Topsy, una fattucchiera cartomante folle che canta e balla dondolando sui lampadari che Mary Poppins e i bambini vanno a trovare in uno dei viaggi fantastici della leggendaria tata.

Sono passati svariati anni dalle vicende del film originale, i due piccoli Banks di cui Mary Poppins si prendeva cura sono diventati grandi: Michael Banks (Ben Whishaw) è rimasto da poco vedovo, ha tre figli e sta per perdere la casa di famiglia per colpa di avidi proprietari di banca (Colin Firth è il cattivo di turno); sua sorella Jane (Emily Mortimer) cerca di aiutarlo il più possibile e proprio quando la situazione sembra disperata arriva dal cielo lei con tanto di ombrello e parole magiche. “Non sei invecchiata di un giorno” le dice Michael, “Davvero? Non si parla mai dell'età di una signora, speravo di averti educato meglio!”. Riporterà gioia e spensieratezza in questa famiglia dove i tre nuovi piccoli Banks stanno crescendo troppo in fretta, il tutto ovviamente intervallato da non solo avventure in magici mondi ma numeri musicali assai complessi.

“Mary Poppins è capace di infondere un senso di magia e di meraviglia nelle persone con cui entra in contatto, allora come oggi - dice Emily Blunt, nata a Londra nel 1983, oggi una delle attrici più richieste (e pagate) tra Hollywood e Regno Unito. Questo suo ritorno è un sorriso dolce e magico contro il cinismo che impera oggi a tutti livelli”. L'attrice ricorda quando da bambina vide per la prima volta “Mary Poppins” e cosa aveva significato per lei. “Ho adorato quel film, come tutti i bambini credo di averlo visto cento volte nel giro un anno, un giorno sì e uno no. Inevitabile dunque sentire una grande responsabilità e anche un sentimento di protezione nei confronti del film originale. Reindossare i panni di un personaggio così iconico e amato è stato una follia. Certo che ho penato prima di accettare l'offerta! Non è stato facile dire di sì. Per non parlare dell'inevitabile confronto con la magnifica Julie Andrews”. 

Il regista Rob Marshall ricorda: “Vidi “Mary Poppins” quando avevo quattro anni, e credo che il mio destino di coreografo e regista sia stato segnato allora. Avevo già lavorato con Emily e Meryl, e quando si è presentata l'occasione di un ritorno di Mary Poppins ho pensato subito a loro. E a nessun’altra! Il musical ce l'ho sangue. “Chicago” è stato il mio primo film da regista, e ho capito che non avrei potuto fare nient'altro nella vita, e mi viene da dire che reinventare Mary Poppins non è che il culmine di questo mio percorso di autore di musical. Mi sono formato con Stanley Donen e Vincent Minnelli e Fred Astaire, Gene Kelly, Ginger Rogers, e certo, Julie Andrews, Van Dyke, Mary Poppins! Questo è il mio mondo”.  Meryl Streep recita una vecchia pazza cartomante e c'è anche Angela Lansbury, la Signora in giallo, in un piccolo ruolo. “Tutte attrici fantastiche. Un trionfo femminile. Le donne possiedono la magia. Danno vita, inventano la vita, trasformano la vita”.
Emily Blunt aggiunge: “Per me Mary Poppins è la prima, vera supereroina, quella che scende dal cielo con l'ombrello. I bambini vogliono anche storie commoventi, non solo azione. Ho visto i bambini guardare il film originale, vengono trasportati, seguono le storie dei fratellini Banks, un po' tristi e ignorati dai genitori troppo indaffarati con le loro reciproche attività. Quella era una storia di bambini cresciuti troppi in fretta, come accade a tanti oggi, adulti diventati cinici, perché non hanno avuto la possibilità di essere bambini. Mary è una figura femminile unica, autonoma, indipendente, non c'è bisogno di dire forte. È una forza della natura, non nel senso che piega la natura al proprio volere, ma sa giocarci esaltandone la dimensione magica”. Il film è pieno di nostalgia per Julie Andrews. “Certo, all'inizio ero nervosa, non sapevo come affrontare il ruolo. Ci tenevo che questa fosse la mia versione di Mary Poppins, non volevo solo emulare Julie”. Il film non è un remake, c'è una nuova colonna sonora, composta da Marc Shaiman e Scott Wittman, ma ci sono alcuni momenti orchestrali che citano la musica originale, che i fan ameranno molto. “È un nuovo capitolo. Non canto come Julie Andrews, e le canzoni di questo film sono fatte su misura per me; la storia è ambientata negli anni Trenta e i compositori sono stati straordinari, sono stati capaci attraverso la musica di riportarci indietro in maniera nostalgica a quel periodo di Hollywood”. Emily Blunt dice di aver avuto una Mary Poppins in famiglia: “Mia nonna era così per me e i miei fratelli, una persona eccentrica e bizzarra che ci preparava sempre cose incredibili da mangiare e ci raccontava storie straordinarie. Era a suo modo magica. Vorrei un mix di Poppins e mia nonna come primo ministro oggi: spazzerebbe la Brexit con un colpo d'ombrello, ci darebbe una pillola da mandar giù con un po' di zucchero per combattere il cinismo”. Niente di più adatto al periodo delle feste natalizie.

Scheda film: Il ritorno di Mary Poppins

  • Nazione: USA
  • Anno: 2018
  • Genere: Family
  • Durata: 131'
  • Regia: Rob Marshall
  • Cast: Emily Blunt, Lin-Manuel Miranda, Meryl Streep, Ben Whishaw, Emily Mortimer