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L'uomo di neve

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Per il detective Harry Hole la morte di una giovane donna avvenuta dopo la prima nevicata invernale non sembra altro che un omicidio ordinario nel suo distretto. Fin dall'inizio dell'indagine, però, Harry capisce che dietro l’omicidio si nasconde un piano ben preciso. Temendo di trovarsi di fronte ad un serial killer inafferrabile che da tempo si pensava morto, il detective ingaggia la brillante recluta Katrine Bratt, per aiutarlo a collegare alcuni casi irrisolti con i più recenti e brutali. Se va tutto bene, faranno uscire allo scoperto lo psicopatico che li sta osservando da chissà quanto tempo. Se falliscono, il male colpirà ancora una volta con l’avvento della successiva nevicata.

Il bestseller “L’uomo di neve” di Jo Nesbo è diventato un film e ha portato sullo schermo il complesso detective Harry Hole, uno dei personaggi più amati della letteratura contemporanea. La selezione dell’attore protagonista è stato un processo complicato. Quando è girata la notizia che il detective Harry Hole sarebbe stato adattato per il grande schermo, è scaturito un gran vociferare – ipotizzando chi fosse colui che avrebbe rappresentato questo evento letterario. Ognuno sembrava avere un’opinione personale. “C'erano molte persone da prendere in considerazione”, spiega il produttore Robyn Slovo. “Fondamentalmente doveva piacere ai lettori e ai futuri spettatori”. Sarebbe disonesto dire che il ruolo dell'investigatore fin dall’inizio era destinato a Michael Fassbender, ma considerata la descrizione di Harry di Nesbø di un uomo alto, atletico e magro, “capelli biondi, rasati con la macchinetta”, non ci si discosta poi così tanto dall'attore tedesco. “Quando ho sentito che Michael sarebbe stato Harry, ho pensato che fosse una scelta brillante”, dice Nesbø. “Devo dire che “Shame” è stato uno dei migliori film di quell’anno, e Michael è stato il miglior attore che ho visto, quello stesso anno; quindi ero entusiasta. Il perfetto Harry non esiste, ma un attore con le capacità di Michael si avvicina molto all’esatto Harry che avevo in mente”. E non è poco.

“Avevamo parecchio materiale su cui lavorare: quello originale di Jo e una sceneggiatura finemente redatta. Tutto ciò, combinato con un grande regista, è stato utile per attirare dei grandi attori”, spiega Slovo. “Quando il nome di Michael si è annoverato tra i potenziali, non c'erano discussioni sulla possibilità che potesse essere sua la parte di Harry. Sembrava perfetto ... sempre che fosse intenzionato a ritrarlo”. Fassbender, non ha esitato minimamente ad interpretare Harry. Sperava da tempo di lavorare con il regista Tomas Alfredson, ma non era mai sorta l'occasione. La sfida è stata la tempistica. Dal 2009 è impegnato in un film dietro l’altro: “L’Uomo di Neve” doveva quindi essere compreso tra altre due importanti produzioni: “Assassin's Creed” e “Alien: Covenant”, senza lasciare margini di errore sulla programmazione. Fassbender era determinato a dare il meglio in questa opportunità lavorativa. “La prima cosa che mi ha stimolato del progetto era Tomas”, dice l'attore. “Ho letto la sceneggiatura e l’ho trovata molto interessante. Mi è piaciuto il personaggio, e questo genere”. Il ruolo ha fatto conoscere per la prima volta a Fassbender il detective. “Prima di avere tra le mani lo script non sapevo niente di lui”, ammette. “Era un mondo completamente nuovo per me. Poi ho cominciato a sfogliare i libri e scoprire il mondo di Harry, e così mi sono profondamente appassionato del personaggio”.

Prima di interpretare Harry, Fassbender ha letto i libri con molta cautela. “La sceneggiatura è indipendente dal romanzo, e non volevo attaccarmi a dettagli presenti nel libro ma non nello script. Tuttavia, ho letto l'inizio per avere un'idea di questo personaggio, e della visione che Jo aveva di lui. Ho estrapolato i tratti caratteristici: la sua descrizione e la sua fisicità. È difficile accrescere l'interesse di un lettore quando si realizza un film. Nella lettura si riempiono molti spazi vuoti. Le descrizioni degli omicidi possono sembrare molto più orribili e sconcertanti, perché le nostre immaginazioni sono molto più attive, spaventose e contorte di ciò che appare sul grande schermo”. Sia il protagonista che il regista erano desiderosi di tenersi lontani dallo stereotipo del poliziotto solitamente dipinto sullo schermo. “Ci sono molte insidie ​​con i detective che abbiamo visto al cinema in passato. Abbiamo quindi optato per qualcosa di iconico, ma originale”.

Fassbender ha apprezzato l'eccentricità di Harry, che deriva dall’inettitudine sociale del personaggio. “È particolare anche se cerca di non esserlo; punta molto sulla sua individualità. Harry segue una sua bussola; non gli interessa quello che fanno gli altri. Pur essendo sensibile non è necessariamente interessato ad essere accettato socialmente, anche sul suo posto di lavoro. È piuttosto solitario e costringe le persone a dedicargli più ore del necessario”. Al di là del suo impegno lavorativo, la personalità di Harry presenta molte complessità, non ultima la sua dipendenza dall’alcool. “Ha una personalità predisposta alle dipendenze, e il motivo è difficile da spiegare. È innata o conseguente al suo lavoro? L’ipotesi è che la gente spesso sente il peso delle cose in cui è più ferrata. È un personaggio sensibile che beve per estraniarsi da ciò a cui ha assistito. Senza dubbio è un personaggio interessante e complicato da interpretare”.

Dai romanzi precedenti si evince che Harry messosi alla guida in stato di ebbrezza, ha causato un incidente stradale che ha provocato la morte di un altro agente di polizia. “Il dipartimento ha fatto un lavoro di copertura e ha fatto finta che l'altro agente si trovava accidentalmente dietro la ruota, e che Harry era solo un passeggero. E convive ancora con i sensi di colpa”, riflette Fassbender. “Non ha avuto l'opportunità di confessare la verità. Questo ha condizionato la sua personalità, portandolo al bere e all’ auto-distruzione”. Naturalmente, quando Harry fiuta un caso che lo intriga, occupa la sua mente e diminuisce la sua necessità di attaccarsi alla bottiglia. Inizia un periodo di sobrietà, ma la sua vulnerabilità persiste. “Quando entra in colluttazione con gli avversari, ne esce malconcio. Rispetto alla maggior parte dei film in cui i poliziotti sono invincibili, Harry è vulnerabile. Non è solo segnato all'interno, ma anche fisicamente porta le cicatrici di ciascuna storia”.

Michael Fassbender plasmando questi dettagli del personaggio, ha conquistato tutto il team della produzione. “Michael è decisamente fantastico in questo ruolo”, spiega Slovo. “È sorprendente. Gli è chiaramente piaciuto interpretare il ruolo, e ha lavorato molto, moltissimo per Tomas”.

Scheda film: L'uomo di neve

  • Nazione: Gran Bretagna
  • Anno: 2017
  • Genere: Thriller
  • Durata: 121'
  • Regia: Tomas Alfredson
  • Cast: Michael Fassbender, Rebecca Ferguson, Charlotte Gainsbourg, J.K. Simmons, Chloë Sevigny