NEWS

Justice League

nome-immagine

Ben Affleck ha le idee molto chiare: “Batman è arrivato a un punto della sua vita in cui deve farsi domande esistenziali, deve chiedersi cosa fare in futuro, che eredità vuole lasciare al mondo”. Affleck partecipa agli incontri per l’uscita del film “Justice League” in veste meno sorridente del solito. In un palazzo vittoriano del centro di Londra, trasformato per l’occasione nel set del film, ammette di essersi sentito in sintonia con il supereroe un po’ acciaccato, non più giovanissimo, che si è trovato tra le mani per la pellicola. Le sue sembrerebbero parole che non si limitano al lungometraggio tratto dai fumetti DC, ma forse sono universali: “La storia umana dei personaggi, che siano supereroi o no, è ciò che fa appassionare il pubblico. Sono all’antica. Gli effetti speciali possono essere stupefacenti, ma se non ti attirano i protagonisti è difficile che un film funzioni”. 

Il nuovo episodio della saga riunisce un gruppo d’eroi d’eccellenza (da Wonder Woman, a Flash, ad Aquaman) per sconfiggere il maligno Steppenwolf e salvare il mondo ed è un film in cui il personaggio di Affleck ha un ruolo centrale. “Si sente responsabile della morte di Superman. È lui a chiamare gli altri. È una sua impresa. Era importante trovare un modo per farlo risultare simpatico”. La chiave è la sua vulnerabilità: a differenza dei colleghi, Batman non ha superpoteri. (Sono solo ricco, si giustifica al giovane Flash). Dai feroci scontri con l’armata dei cattivi, non esce incolume. Ha i lividi sulla schiena, una spalla ammaccata che Wonder Woman gli sistema. Interpreterà altri film nelle vesti di Batman? “Finché mi vorranno sì”, precisa Affleck ma l’impressione è che la fine si avvicini.

Il film è considerato l’ennesimo duello tra i supereroi della scuderia DC e quelli della Marvel. La verità, secondo Affleck, è che il genere piace perché i tempi sono incerti, il clima politico è instabile e la saga di uomini e donne potenziati ci permette di scappare, per un paio d’ore, dalla realtà, soprattutto quando, come nel caso di “Justice League”, le battaglie sono meno dark degli episodi precedenti e condite da una buona dose di humour: “Una dimensione che è stata amplificata nel film dall’amicizia tra i protagonisti e la loro abilità a improvvisare”. Fisicamente non è stato un ruolo facile da interpretare. “Da un punto di vista pratico, il costume che indossavo era pesantissimo. Toglierlo ogni giorno era un’impresa. Perdevo litri di liquidi e l’effetto era tutt’altro che piacevole”. Spesso inoltre, come in tanti film d’azione, “hai come coprotagonista uno schermo verde. Serve tanta immaginazione per creare un personaggio tridimensionale, ma fa tutto parte del mestiere”.

Una soddisfazione personale è l’apprezzamento del figlio minore, Sam. Ogni padre, sottolinea l’attore, vorrebbe sembrare un supereroe per il figlio almeno una volta. “Sam è piccolo, spesso ha giustamente paura dei grandi che si travestono. L’altro film non gliel’ho fatto vedere, aveva temi troppo adulti, ma questo è diverso. Gli chiuderò gli occhi nelle scene più violente, ma credo che gli piacerà. E non capita a tutti di essere il figlio di Batman”.

Infine, un accenno indiretto al caso Weinstein e alle accuse di molestie per le quali si è pubblicamente scusato: “Non ho demoni che mi torturano. Mi lasciano in pace”.

Scheda film: Justice league

  • Nazione: USA
  • Anno: 2017
  • Genere: Azione
  • Durata: 122'
  • Regia: Zack Snyder
  • Cast: Gal Gadot, Henry Cavill, Ben Affleck, Amber Heard, Jason Momoa