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Wonder

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Julia Roberts non ha avuto dubbi: “Ho finito il libro, mi sono asciugata le lacrime e ho chiamato il mio agente”. È stato amore a prima lettura tra Julia Roberts e Wonder, il libro-fenomeno (in Italia pubblicato da Giunti) che dalla sua uscita nel 2012 ha incantato lettori grandi e piccoli di tutto il mondo, ispirando anche un movimento per la generosità di spirito (Choose Kind). Il risultato di quella telefonata, e di mille altre tra produttori, agenti e il regista Stephen Chbosky, è un film che, come il libro, lascia lo spettatore con il desiderio di diventare una persona migliore. 

Il protagonista è August Pullman, Auggie per gli amici, dieci anni, nato con la sindrome di Treacher-Collins e malformazioni facciali che lo hanno portato in sala operatoria una ventina di volte. Dopo aver trascorso la prima infanzia tra gli affetti famigliari, Auggie è pronto per affrontare la scuola e, con lei, l’incognita dei compagni, della sala mensa quando non hai amici, delle gite. Roberts interpreta la madre, guardiano, mentore, mastino difensore di un figlio speciale. È lei ad asciugargli le lacrime, lei a spronarlo in un film che racconta le complessità di ogni giorno, le insidie del bullismo e le ostilità verso chi è diverso. “Sono temi difficili, di cui parlo molto con i miei figli”, ha sottolineato la Roberts, madre di due gemelli di quasi 13 anni e un maschio di 10. “Spero che il film possa intensificare il dialogo su questi argomenti e ricordare, a chi ne è vittima, di parlare e confidare i propri timori a un adulto. C’è sempre qualcuno che può mediare la situazione”.

Wonder è chiaramente un libro, copione, film che ha toccato il cuore di mamma Roberts. “Lo abbiamo letto insieme, in famiglia, e da queste letture sono nate discussioni importanti”. I suoi ragazzi generalmente non sono particolarmente interessati al suo lavoro (“francamente preferiscono guardare “Cars 3” e li capisco”), ma “Wonder” è “un must: un invito ad abbracciare più strette le persone cui vuoi bene, ad amare in modo più rumoroso, perché la vita scorre veloce. È un attimo”. A 50 anni appena compiuti, portati splendidamente, l’attrice ha raggiunto un punto della carriera in cui si concede solo un film all’anno. “Dire no a tanti progetti non è difficile. Sono fortunata ad aver trovato film che mi appassionano più o meno a intervalli giusti, ma non è una regola fissa”.

Rispetto all’epoca dei primi, grandi successi, da “Pretty Woman” a “Notting Hill”, Julia Roberts sembra aver adottato regole professionali a lei più consone. Se in passato registi e co-interpreti avevano rilevato una certa ostilità (rimasto storico il caso di Steven Spielberg che dopo “Hook - Capitan Uncino” promise di non lavorare mai più con lei) Chbosky, già autore e regista di “Noi siamo infinito”, a Londra l’ha definita “l’attrice perfetta, pronta sempre a mettersi in gioco”; mentre il giovane Jacob Tremblay, che interpreta il ruolo di Auggie e nonostante gli 11 anni ha già una certa esperienza (è stato il bambino di “Room”) ha raccontato di aver imparato dalla Roberts “come trattare tutti con educazione e gentilezza, dagli attori, ai truccatori, ai guardarobieri”. L’impressione è che l’equilibrio tra la sfera professionale e personale abbia regalato, a un’attrice che rimane tra le star più apprezzate e remunerate di Hollywood, autoironia e sicurezza. Ci sono stati momenti in cui ha provato la meraviglia del titolo, le è stato chiesto durante l’incontro con la stampa? “Sempre, ogni giorno. È il modo in cui ho scelto di vivere la mia vita”.

Scheda film: Wonder

  • Nazione: USA
  • Anno: 2017
  • Genere: Family
  • Durata: 114'
  • Regia: Stephen Chbosky
  • Cast: Julia Roberts, Jacob Tremblay, Owen Wilson, Mandy Patinkin, Ali Liebert.