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Cinquanta sfumature di rosso

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Con quasi 950 milioni di dollari di incassi nel mondo per i primi due, il terzo capitolo della saga tratta dalla serie di bestseller di E.L. James, arriva sul grande schermo. “Cinquanta sfumature di rosso” esce l'8 febbraio, giusto in tempo per San Valentino, chiudendo un ciclo fatto di grandi incassi al botteghino e critiche così così. Il primo titolo, “Cinquanta sfumature di grigio” uscito nel 2015, e diretto da Sam Taylor-Johnson, aveva lanciato la carriera di Dakota Johnson, fino ad allora conosciuta più come figlia di Don Johnson e Melanie Griffith, e del suo coprotagonista Jamie Dornan. Nei panni di Anastasia Steele e Christian Grey i due giovani attori avevano portato il pubblico ad esplorare il mondo sadomasochista del miliardario. Dopo pubblicizzati litigi fra l'autrice dei libri e la regista, il regista James Foley, è stato chiamato a dirigere il numero 2 (“Cinquanta sfumature di nero”) e 3, girati contemporaneamente. In questo nuovo e conclusivo episodio Dakota Johnson e Jamie Dornan tornano nel ruolo dei due amanti, oggi sposati e immersi in una vita di lusso e di stabilità incrinata dal passato che torna a minacciarli e dall'annuncio della gravidanza di Anastasia, novità che sprofonda Christian in un mondo di rabbia e paura.

“Quando mi sono imbarcata in quest’avventura la cosa che più mi aveva attratto di Anastasia era stato l'arco emotivo, intellettuale e sessuale che affrontava nel corso dei tre romanzi, e quindi dei tre film - dice Dakota Johnson, che grazie a quel primo film è diventata una star. “Mi sembrava una grande sfida avere davanti tanto tempo per convivere con questo personaggio e rappresentarla in un modo che fosse condivisibile con il pubblico ma anche onesto. Anastasia all’inizio è una giovane donna relativamente ingenua e non particolarmente preoccupata della sua vita amorosa o del suo aspetto fisico o della sua posizione sociale; è più interessata all'educazione e alla realizzazione di sé dal punto di vista professionale. Incontrando Christian le cose diventano ingarbugliate finendo per diventare una donna forte che scopre che forse le sue preferenze sessuali sono più simili a quelle di Christian di quanto non avesse inizialmente immaginato”.

Un mondo, spiegano i due attori, che non conoscevano ma di cui hanno imparato parecchio, soprattutto Dornan: “Ho fatto molta ricerca prima di iniziare il primo film - dice l’attore, sposato e padre di due figli piccoli - Sono andato a guardare un dominante con la sua sottomessa per vedere in prima persona come poteva essere il loro rapporto e quale fosse l’energia della stanza in cui si trovavano. Il fatto è che le situazioni sono così diverse una dall’altra e ognuno reagisce in modo differente. Ognuno crea quel mondo a modo suo, un mondo che a volte è serio e può diventare pericoloso. Quello che io ho visto era frivolo e divertente, ma ognuno lo interpreta a modo suo. Alcuni in modo sadico, ma io ho visto letteralmente l’opposto: i due si divertivano e ridevano un sacco. Sono una persona molto aperta, e penso che se questo è quello che ti diverte, buon per te. Non è una cosa che fa per me, personalmente, ma non dò nemmeno giudizi su chi lo fa”. Dakota aggiunge ridendo: “Avevamo un consulente sadomaso sul set, che è una cosa buffissima. Io non avevo mai visto cose del genere, ma non le ho nemmeno approfondite tanto quanto Jamie, perché il mio personaggio, Anastasia, doveva essere nuova a questo mondo, quindi era quasi meglio se mi ci fossi avvicinata anch'io in modo ingenuo e inconsapevole”.

Che la trilogia delle cinquanta sfumature non sia letteratura classica non è sfuggito a nessuno dei due, ma per entrambi è stato importante rispettare quel mondo: “Come con ogni materiale cerchi di trovare la verità in tutto, come attore - dice Dornan - Certo, a volte soggetti come questo e alcune delle situazioni presentate nel film rendevano difficile tenere i piedi per terra e trovare l'aspetto umano e universale in quello che stavamo facendo, dare al pubblico qualcosa con cui potersi identificare. E poi c'è la pressione dei fan dei libri, che sono tantissimi e hanno opinioni molto forti. Ci sono delle battute nei libri che i fan conoscono a memoria e che bisognava in qualche modo rispettare, soprattutto nel primo film. Ma alla fine il lavoro mio e di Dakota è stato quello di ignorare tutte quelle pressioni e cercare la verità dei nostri personaggi e della loro situazione”.  Del resto, aggiunge Dakota Johnson, una delle caratteristiche di Anastasia è il modo in cui sparisce nei romanzi per sfuggire alla realtà del mondo. “Lo faccio anch'io - dice l’attrice - Lo faccio con i romanzi ma anche con il cinema. Curiosamente l’esperienza di Anastasia può anche essere vista come una riflessione su quello che il mondo di Hollywood, e non solo, ha vissuto negli ultimi mesi con le rivelazioni di abusi sessuali e del modo in cui le donne vengono trattate nell'industria del cinema. Non penso che il mio personaggio o il film possano in qualche modo sminuire il movimento che rivendica potere alle donne. Semmai spero che il contrario sia vero, che possa dare alle donne il coraggio e la forza di reagire, di sentirsi sicure nei loro rapporti, sul posto di lavoro, di venir trattate egualmente. Anastasia prova tutto questo nel film, quindi spero che noi donne a Hollywood, un'industria che crea arte, possiamo usare quello per portare cambiamenti che vogliamo. Penso che la creatività e l'arte e il cinema abbiano un enorme potere per cambiare le cose, almeno per me”.

Scheda film: Cinquanta sfumature di rosso

  • Nazione: USA
  • Anno: 2017
  • Genere: Romantico
  • Durata: 106'
  • Regia: James Foley
  • Cast: Dakota Johnson, Jamie Dornan, Rita Ora, Luke Grimes, Arielle Kebbel