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La truffa dei Logan

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Mai prendere troppo sul serio Steven Soderbergh, negli anni più volte andato incontro ad annunci che certificavano il suo addio al cinema. Tutto falso, fortunatamente, come visto con la sua ultima fatica, “La truffa dei Logan”,in arrivo 4 anni dopo “Effetti collaterali”.

Dieci anni dopo “Ocean's Thirteen”, Soderbergh è tornato al cinema da rapina, sceneggiato da un'inesistente Rebecca Blunt. Un nome di copertura, secondo quanto riportato dall'Hollywood Reporter, per nascondere tutt'altra realtà. Lo script, dinamico, originale e particolarmente divertente, sarebbe stato scritto dallo stesso Soderbergh, anche se voci parlano dell'ipotesi Jules Asner, sua moglie, o del comico John Henson. Fatto sta che questa Blunt nessuno l’ha mai vista, neanche sul set, o anche solo intercettata telefonicamente, mentre dalla produzione tacciono qualsiasi possibile informazione sul suo conto.Nel dubbio “La truffa dei Logan” è una delle cose migliori realizzate dal regista nel corso degli ultimi anni. Protagonisti i fratelli Jimmy e Clyde Logan, celebri nel West Virginia per una maledizione che da decenni incomberebbe sulla loro famiglia. Il primo, promessa NFL, ha subito un grave infortunio ad un ginocchio che ne ha troncato la carriera ancor prima di sorgere, mentre il secondo, di ritorno dall'Iraq, ha perso un braccio a causa di una bomba posta sulla strada verso l'aeroporto. Entrambi criminali da strapazzo, organizzano insieme alla sorella estetista e appassionata d'auto un'apparentemente impossibile rapina alla Charlotte Motor Speedway, durante la leggendaria gara di auto Coca-Cola 600. Un evento Nascar da milioni di dollari d'incasso, da pianificare nei minimi dettagli grazie anche all'aiuto di Joe Bang, esperto di esplosioni rinchiuso in carcere, e dei suoi idioti fratelli.

Solo Soderbergh poteva girare un film come “La truffa dei Logan”, esatto opposto della trilogia Ocean. Tanto erano cool, moderni, tecnologicamente avanzati e affascinanti i ladri al servizio di George Clooney, quanto sono semplici, cheap e artigianali quelli ingaggiati da uno zoppo Channing Tatum, imbolsito e amorevole padre di famiglia (stringente ma delicato il rapporto con l'adorante figlia) inaspettatamente in grado di ideare il piano perfetto, tanto da farla persino sotto al naso dell'FBI. O almeno così parrebbe.

Cast delle grandi occasioni, come spesso capitato al regista di “Sesso Bugie e Videotape”, con Tatum affiancato da un monco Adam Driver, una ritrovata Katie Holmes e un Daniel Craig tutto muscoli, tatuaggi e criminalità. Abbandonati gli abiti di James Bond, il quasi albino Daniel è tornato ad incrociare le proprie origini, quando le parti proposte erano più vicine all'ipotesi galera che all'Aston Martin al servizio della Regina. Furto ai limiti del credibile, quello diretto da Soderbergh, palesemente divertitosi nel dare spessore a sfortunati cronici, ingenui di periferia, poveracci privi di futuro e dal presente visibilmente condizionato, ma tendenzialmente buoni e gentili nell'animo.

Come al solito montato dallo stesso regista, che per due ore travolge lo spettatore con un invidiabile ritmo, tutto sorprese e sorrisi (straordinario e surreale dialogo carcerario legato a Games of Thrones), “La truffa dei Logan” ribadisce la poliedricità di genere di un Soderbergh che nel corso degli ultimi 30 anni ha fatto praticamente di tutto, vincendo premi (un Oscar e una Palma d'Oro), sbancando i botteghini e andando incontro a cocenti delusioni. Senza però mai cedere a compromessi di alcun tipo.

Scheda film: La truffa dei Logan

  • Nazione: USA
  • Anno: 2017
  • Genere: Thriller
  • Durata: 119'
  • Regia: Steven Soderbergh
  • Cast: Adam Driver, Channing Tatum, Sebastian Stan, Daniel Craig, Riley Keough