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Figli

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Le feste di compleanno ai gonfiabili, le cene di classe in maschera, le chat impossibili, i tabelloni con le attività da incastrare con chi porta chi e dove (calcio, scuola, danza, catechismo), i risvegli notturni e gli scatti di crescita, le pediatre un po' psicologhe dalla parcella esorbitante e la scatola dei kleenex a portata di mano, le babysitter più varie: dalle ragazzine coi tatuaggi alla signora ciociara che conosce un solo piatto, l'uovo alla cocca. C'è tantissima realtà nel film “Figli”, diretto da Giuseppe Bonito che ha ereditato il progetto di Mattia Torre, venuto a mancare poche settimane prima dell'inizio delle riprese. Una realtà raccontata in modo surreale, in cui i genitori, ma non soltanto loro, si possono facilmente identificare, che grazie alla forma scelta può far divertire e riflettere. “Io mi sono ritrovata in tutto, dice Paola Cortellesi,in tutte le tipologie di genitori che vengono raccontate e in tutte le situazioni reali e surreali. Attraverso l'ironia di Mattia ho riso di me stessa, il tutto è stato terapeutico”.
Paola Cortellesi è Sara, fa controlli alimentari nei ristoranti, ha una bambina di sei anni, Anna, e un marito che ama, Nicola. Valerio Mastandrea è Nicola, ha una salmoneria, una panineria gourmet, e crede di essere un padre presente, appassionato con sua figlia. Tutto questo fragile equilibrio va in crisi con la nascita di un secondo figlio, Pietro, e Nicola si ritroverà improvvisamente diviso tra la sensazione di essere un supereroe (con tanto di tutina e mantello nel giorno in cui riesce a stare tutto il giorno solo coi figli) e quella di non fare nulla per la propria famiglia. Mastandrea dice: “Nel nostro Paese l'immagine della madre si riconduce all'idea che una donna debba rinunciare a tutto per i figli; ecco, dobbiamo combattere questa ideologia e renderci conto che essere genitori non è un punto di arrivo, ma un passaggio. Ho un amico che mi ha detto: quando ti nasce un figlio cominci a capire che si muore. Ed è vero. Bisognerebbe cominciare a pensare che essere genitori è una cosa normale, quando ho realizzato la mia paternità come una cosa difettosa ma piena d'amore mi sono sentito meglio”.

Perfetto per la prima uscita di una coppia di neogenitori che decide di regalarsi una serata di libertà, il film però è adatto anche a chi figli non ne ha. Paola Cortellesi aggiunge: “Questo film è tante cose: è un film d'amore che racconta del lavoro, difficile ma possibile, di mantenere l'equilibrio in una lunga relazione, l'arrivo di un secondo figlio crea confusione, spariglia le carte, rende ancora più difficile il lavoro di una coppia per venirsi incontro”. Delle tante situazioni, il difficile rapporto con i nonni cui si chiede aiuto, i momenti di incomprensione, la difficoltà di trovare momenti esclusivi con la figlia più grande, con il proprio partner. Per Mastandrea “Le scene in cui mi sono riconosciuto di più sono state le scene di conflitto, quelle vissute nei nostri nuclei familiari. Mattia aveva un modo di raccontare le cose standoci dentro con il suo bagaglio emotivo, in questo racconto vedevo delle componenti biografiche che conoscevo, avendo la fortuna di essergli stato accanto. Il film parla di come si può e si deve resistere agli urti della vita”.
Ormai malato, Mattia Torre aveva scelto lui stesso Giuseppe Bonito per dirigere questo film che lui sentiva “come un terzo figlio”, nato dal monologo I figli invecchiano, che Mastandrea ha interpretato in tv a E poi c'è Cattelan, video diventato virale. Il monologo insieme ad altri sei atti comici è stato raccolto nella pubblicazione In mezzo al mare da cui potrebbero nascere altri progetti cinematografici. Accanto a Mastandrea e Cortellesi un nutrito cast di attori, amici di Torre, da Pietro Calabresi a Valerio Aprea, da Carlo Luce de Ruggieri a Massimo De Lorenzo. Alcuni personaggi, ha svelato Bonito, sono stati creati da Torre proprio ispirandosi agli attori che li avrebbero interpretati, come il padre di molti figli che ha il volto di Calabresi. "Mi era chiaro che tutto il racconto non andava dopato, che la chiave era questa miscela di piani e registri diversi dal comico al tragico. Tutto era in sceneggiatura perché il tratto della sua scrittura era la capacità di affrontare con grazia e sfrontatezza la realtà e l'inconscio”.

Sulla sensazione che il film comunica, Mastandrea dice: “Sono convinto che Mattia non avesse un messaggio da inviare al cosmo, ma era un ottimista, come sa chiunque abbia letto i suoi testi. In questa storia ha parlato della storia d'amore che ha vissuto. Il film è il suo modo per dire una cosa forte come: signori si può fare. Ma allo stesso tempo poi: ognuno faccia come gli pare”. Nel film un piccolo ruolo anche per i figli di Mattia Torre, Emma e Nico.

Scheda film: Figli

  • Nazione: Italia
  • Anno: 2020
  • Genere: Commedia
  • Durata: 101'
  • Regia: Giuseppe Bonito
  • Cast: Valerio Mastandrea, Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Valerio Aprea, Paolo Calabresi