<p>Cosa fareste se all’improvviso poteste trasferire la vostra coscienza nel corpo di un animale robot e così riuscire a comprendere il loro linguaggio e le loro esigenze? “Jumpers - Un salto tra gli animali”, il nuovo film Disney Pixar, parte da un'idea semplice per poi realizzare un'opera complessa e immediatamente efficace nel veicolare messaggi fondamentali. Questo lungometraggio consacra il ritorno in grande stile dello storico studio d'animazione che, dopo alcuni lavori non del tutto apprezzati, si ripresenta con una storia brillante e dinamica. Una produzione che arriva nel momento giusto, in un mondo sconvolto da conflitti e nel quale tutti sembriamo aver dimenticato di vivere sotto lo stesso cielo. Diretto da Daniel Chong, già animatore di “Inside Out” e creatore della serie Siamo solo orsi, questo titolo punta a riconquistare quel vasto pubblico che un tempo accorreva in sala per la Pixar e che si è in parte allontanato dal grande schermo.</p>
<p>Mabel è una giovane donna che fin dall'infanzia ha uno stretto rapporto con la natura. Cresciuta con sua nonna, che le ha sempre mostrato l'importanza e il piacere di contemplare l'ambiente, la ragazza vede come suo luogo del cuore un piccolo stagno ricco di vita. La pace di questo habitat viene però minacciata dall'inizio dei lavori per una nuova tangenziale, che costringe gli animali alla fuga. A capo del progetto c'è il Sindaco Jerry, nemesi di Mabel: un uomo spinto dall'interesse politico più che dal benessere comune. Dopo una nottata di appostamento per cercare di risolvere il mistero della sparizione improvvisa della fauna, la protagonista vede un castoro salire su un furgone e dirigersi verso la sua università. Lì scopre che la sua insegnante, la dottoressa Samantha Fairfax, sta sviluppando un progetto segreto per trasferire la coscienza umana nel corpo di animali robotici. Determinata a risolvere la situazione, Mabel prende possesso di un castoro meccanico e si infiltra in una comunità di animali, scoprendo un mondo inesplorato, complesso e delicato.</p>
<p>“Jumpers” è una dichiarazione d'amore verso la natura e, di conseguenza, verso la vita stessa, perché ci mostra quanto l'equilibrio dell'ecosistema - che come specie fatichiamo a percepire - sia precario ma essenziale per la nostra sopravvivenza. Siamo sotto lo stesso cielo, dice il castoro Re George in quella che è la battuta portante dell'intero film. In un momento storico come il nostro, questa pellicola racconta magistralmente la genesi dei conflitti e l'importanza della comunicazione per comprendere le ragioni di ogni parte coinvolta. L'equilibrio naturale si fa metafora potente: la situazione all'apparenza più insignificante può avere un impatto globale, così come la creatura più piccola può cambiare il mondo con la sua sola esistenza. Oltre alla profondità tematica, il film eccelle nello studio dei tempi comici: lo humor slapstick la fa da padrone, alleggerendo i toni e rendendo il messaggio facilmente assimilabile anche dagli spettatori più giovani. La commistione di generi, che spazia tra commedia, dramma, action e inaspettate (seppur leggere) tinte horror, rende l'opera visivamente vivace e artisticamente sfaccettata.</p>
<p>Particolarmente solido è anche il lato tecnico: la Pixar ci ha sempre abituati a una resa visiva notevole, che qui si fa ancora più sbalorditiva grazie all'incredibile lavoro svolto sulle texture. La resa del pelo, delle piume e degli elementi naturali è pressoché perfetta e si sposa con un character design intelligente, capace di sfruttare trovate visive che rendono immediatamente chiare alcune dinamiche fondamentali per la narrazione. Jumpers è quindi un film dove arte e cuore si fondono, un piccolo gioiello che fa coesistere in pacifica armonia contenuti e divertimento, perfetto per chi dalla sala esige un'esperienza divertente e allo stesso tempo arricchente: una piccola grande favola in grado di dare tanto tanto e che, proprio come i suoi protagonisti, merita di ricevere amore.</p>