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Waiting for the barbarians

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Il Magistrato di una cittadina di frontiera riceve la visita di un austero Colonnello che sta indagando sulla presunta guerra con delle tribù nomadi che vivono oltre le colline e che lui definisce “barbari”. In tutti gli anni in cui il Magistrato ha amministrato questa città/fortezza, ultimo baluardo difensivo dell'Impero, ha sempre cercato di rimanere quasi nascosto, invisibile, fiero di aver contribuito a portare avanti la vita cittadina senza gesti o azioni eclatanti. Ma con l'arrivo del Colonnello, uomo spietato pronto ad ottenere quel che vuole ad ogni costo, le cose sembrano destinate a cambiare per sempre. Johnny Depp parla molto volentieri di “Waiting for the Barbarians”, adattamento per il grande schermo del romanzo dell’autore Premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma anche la sceneggiatura. “Ho iniziato a leggere il romanzo e ci ho visto una forte allegoria sul potere, su come il potere controlli le persone, su quanto sia facile entrare nel sistema e quanto difficile allontanarsene. Nell’adattamento Coetzee ha affrontato questioni più profonde del romanzo: mi sembra sempre meno un’allegoria e gli sviluppi del mondo mi hanno fatto pensare a quanto tutto questo somigli al mondo di oggi”. Il personaggio che Depp interpreta non ha nessuno scrupolo: “La cosa più interessante dei cattivi nelle storie è il fatto che anche loro sono persone che la mattina si svegliano, si lavano, si radono e di certo non lo fanno pensando: sarò il più cattivo del mondo. Il mio protagonista non è solo un cattivo, pensate a come si diventa un uomo così, come è arrivato in quel luogo. Mi sono chiesto se fosse un uomo senza emozioni oppure nascondesse un bambino spezzato. Per me il colonnello Joel ha eretto muri di protezione intorno a sé per allontanare le emozioni, per sfuggire ai sentimenti. Cosa fa quando è solo? Proviamo a immaginare, piange in bagno? C’è molto dietro a questo personaggio, ero pronto ad aggredire qualsiasi cosa che penetrasse la sua armatura perché è anche lui una vittima. C’è il sadico, che è l’aspetto esteriore, e poi il masochista che ha il controllo; vive un conflitto. Ad un certo punto del film sembra che Joel cominci a sentire qualcosa per il magistrato, perché alla fine siamo tutti esseri umani magari con prospettive diverse. Ma l’atto finale è lo stesso per amore o per responsabilità o per distruggere il superfluo”. Parlando del suo rapporto con l’Italia, Depp ha scherzato: “Lavorare con l’Italia è sempre un’esperienza incredibile: tutti parlano bene, si mangia bene, io bevo un goccio ogni tanto. Perché ridete? Seriamente, è un sogno arrivare in Italia con un film così; essere qui attorno a questo tavolo è una grande onore, sono stato fortunato. Certo mi è costato molto, ho dovuto pagarli per farmi scritturare, chissà se mi hanno tagliato. Io il film lo vedrò stasera!”. Le nostre strutture mettono a disposizione ingressi omaggio per vedere “Waiting for the barbarians”; informati presso la cassa dei multiplex.

Scheda film: Waiting for the barbarians

  • Nazione: USA
  • Anno: 2020
  • Genere: Drammatico
  • Durata: 112'
  • Regia: Ciro Guerra
  • Cast: Johnny Depp, Robert Pattinson, Harry Melling, David Dencik, Mark Rylance