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Ghostbusters legacy

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Trevor, Phoebe e la loro mamma si sono appena trasferiti nella vecchia fattoria del nonno. Sperduta nel bel mezzo del nulla, in una zona quotidianamente scossa da inspiegabili terremoti, la nuova casa, come ogni vecchia magione che si rispetti, pullula di segreti: strani rilevatori di energia, nascondigli nel pavimento, e una curiosa automobile, coperta di polvere, targata Ecto-1.

Le ragioni della riproposta del cult di Ivan Reitman alla generazione di Stranger things affondano com'è ovvio nella sfera economica e in una complessa rete di previsioni a tanti zeri, ma ciò non ci impedisce di reagire da romantici e vedere in quest'operazione la salutare costruzione di un ponte tra generazioni, che si può percorrere in entrambi i sensi di marcia, dal classico del 1984 ad oggi oppure all'indietro, per andare a disseppellire un antico tesoro sepolto, intercettando vere e proprie apparizioni, fantasmatiche e sorprendenti. D'altronde “Ghostbusters: Legacy” è anche questo: un passaggio di testimone da padre a figlio, in sede di regia, e un viaggio del secondo nel tempo del primo, attraverso un lavoro sulle fonti - le VHS, le clip incorporate da YouTube, col riposizionamento semantico che comporta - che entrano organicamente a far parte della materia del film, in uno scambio tra analogico e digitale che è presente in tutto il testo e nel sottotesto tematico, e si traduce visivamente in un'estetica steampunk, che combina anacronistico e contemporaneo. 

Un ritorno ben giocato, dunque, perché presentato come un'esperienza nella quale scoperta e riscoperta convivono felicemente, per pubblici diversi, grazie anche alle giuste intuizioni di scrittura, che guardano a classici più recenti come “Spiderwick” (il trasferimento nella magione diroccata dovuto ai problemi di famiglia e in particolare alla latitanza della figura paterna). E gli elementi originari, pur rimanendo gli stessi (tornano infatti Gozer, il Mastro di Chiavi, il Guardia di Porta, ma anche Ivo Shandor e l'omino di Marshmallow), dimostrano di poter sopportare felicemente sempre nuove incarnazioni. 

Ogni generazione, insomma, può avere i suoi Ghostbusters, ci dice il film di Jason Reitman, perché il mondo ne avrà sempre bisogno. Ieri erano Peter, Ray, Egon e Winston, oggi sono la giovanissima Phoebe, che adora la scienza, suo fratello Finn, e la bella Lucky e il simpatico Podcast, i cui file audio serviranno forse un giorno come fonti storiche orali in una nuova avventura.

La cosa più difficile da credere è che i protagonisti di oggi abbraccino il mistero e il pericolo con tanta scioltezza, disabituati come sono (stati) a sporcarsi le mani e a non aver paura. Perché le generazioni cambiano anche sotto quest'aspetto, e non si può non cogliere l'ironia con la quale il professor Grooberson di Paul Rudd intrattiene i suoi piccoli studenti con le visioni di “Cujo” e “Chucky”, reperti di un tempo in cui i ragazzi se ne cibavano a merenda, oggi improponibili ad un pubblico di quell'età, se non sotto forma di inside joke per bambini.

Scheda film: Ghostbusters legacy

  • Nazione: USA
  • Anno: 2021
  • Genere: Azione
  • Durata: 126'
  • Regia: Jason Reitman
  • Cast: Finn Wolfhard, Paul Rudd, Mckenna Grace, Carrie Coon, Annie Potts