La grazia
Dopo le anteprime mattutine che hanno riscosso grande successo tra Natale e Capodanno, “La grazia” di Paolo Sorrentino arriva a incontrare il pubblico in sala.
“In PiperFilm sono felici di come vanno i miei film. Forse non sarei in grado di gestire un successo così grande, preferisco restare nel sottotono” ha risposto Sorrentino nel corso della conferenza stampa di presentazione, a Roma, a chi gli chiedeva un paragone con il successo di Zalone. “Non so se il presidente Mattarella abbia visto il film, penso che abbia cose più importanti da fare" ha aggiunto Toni Servillo, che interpreta appunto un Presidente della Repubblica negli ultimi sei mesi del suo mandato, alle prese con due richieste di grazia e una difficile decisione sulla legge sul fine vita. Per l’attore, la conferenza stampa del film è stata l’occasione per esprimere una preoccupazione sullo stato di salute del cinema italiano. Per il quale si parla sempre di crisi, benché si registrino successi straordinari come quello di “C'è ancora domani”, o di “Buen camino”. Cos’è che manca, allora: sono gli spettatori a non andare più in sala o le storie a non essere più in grado di attrarre il pubblico? Servillo, che ha vinto la Coppa Volpi per questo ruolo, è molto chiaro: “Mancano sale cinematografiche accoglienti e imprenditori capaci di creare spazi talmente belli da invogliare il pubblico a uscire di casa per assistere alle proiezioni, manca una legge chiara e che soprattutto sostenga chi vuole realizzare film originali, senza pensare immediatamente solo al botteghino. Questo, per sintetizzare”. Sul tema Sorrentino preferisce il silenzio e con un sorriso ironico si limita a un “Non voglio rispondere”. Il regista torna invece a parlare del tema del fine vita, presente nel film, “perché è un tema importante, enorme, che ci può riguardare tutti, se uno volesse analizzarlo da un punto di vista strettamente egoistico, e quindi spero che si riporti l'attenzione su questo”.
Nel film, accanto al Presidente Mariano De Santis c’è la figlia Dorotea, interpretata da Anna Ferzetti, giurista eccelsa che gli fa da segretaria, tutrice, infermiera, collaboratrice e assistente. Un rapporto che riporta alla memoria quello dell'attuale presidente con la figlia Laura o altri precedenti, come quello di Scalfaro con la figlia Marianna; ma, come Sorrentino ha ribadito più volte, non è a un Presidente in particolare che si è ispirato. Anna Ferzetti aggiunge: “C'è sicuramente un rapporto tra padre e figlia molto particolare in questo film, sono due persone in qualche modo simili che hanno una modalità tutta loro di parlarsi e dirsi ti amo, parlando di legge. Infine, da lei un invito ai politici: “Spero che vadano in molti a vedere il film, e che riflettano”.
Aggiungiamo che “La grazia” è sicuramente un film da non perdere, proprio per la sua capacità di far riflettere su temi importanti, senza pretendere di dare risposte definitive.
